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BULLISMO
Il bullismo è un fenomeno che è alla ribalta delle cronache in maniera crescente negli ultimi anni ma che affonda le sue radici nel passato: infatti episodi di presa in giro, di risse tra ragazzi sono nei ricordi anche dei nostri nonni. Allora cosa è cambiato? È un fatto di nuova immagine mediatica di un fenomeno antico o è qualcosa di diverso? La base educativa dei bambini e dei ragazzi di oggi è diversa rispetto al passato: è cresciuto l'individualismo ma è diminuita l'autonomia personale, è aumentata la protezione dell'adulto ed è diminuita l'autostima e la sicurezza personale del ragazzo. Questo ha creato i presupposti per far diventare il bullismo un fenomeno di massa in cui sia i bulli che le sue vittime, sono entrambi il risultato di un sistema di educazione e formazione disfunzionale che può portare alla prepotenza da una parte e alla fragilità dall'altra, entrambe facce della stessa medaglia.
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Mai
Disagio scolastico
Il disagio scolastico nei bambini e negli adolescenti si può manifestare nei modi più disparati: c’è chi si ammala, chi manifesta disturbi somatici al momento di andare a scuola, chi si rifugia nel mutismo e nell'isolamento, chi rifiuta testardamente le attività, chi vi si sottrae opponendosi aggressivamente alle richieste, c’è chi cerca di scomparire nel gruppo dei compagni mascherando il più a lungo possibile le difficoltà con stratagemmi vari, chi viene anche scambiato per pigro, svogliato, disattento, iperattivo, demotivato. Spesso i genitori confondono il disagio del figlio/a, travisandolo ed interprendandolo o come un atteggiamento consapevole volontario di capriccio e/o ribellione oppure come timidezza ed introversione, non riuscendo a cogliere in profondità il segnale comunicativo lanciato dal figlio/a. Di conseguenza i genitori vengono vissuti dai figli come coloro che, invece di comprenderli ed ascoltarli, si muovono nei loro confronti in modo antagonista.
Moderato da: Awaiting Activation, Registered
16,199 17,504 n trekt het silhouet uit ...
1 ora fa
da caicai2017
Parent training
Il Parent Training è un allenamento per i genitori affinché possano acquisire le competenze necessarie ad una gestione responsabile dei propri figli. È necessario soprattutto nelle situazioni in cui i figli mostrano dei comportamenti disfunzionali non legati a problematiche neurologiche ma di natura strettamente psicologica. Il Parent Training è un percorso che consente di prendere coscienza dei comportamenti genitoriali che generano vari aspetti problematici nei figli e avere così l'opportunità di cambiarli.
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Mai
DISTURBI D'ANSIA
L'ansia è il risultato di un conflitto che si viene a creare tra la mente emozionale e la mente razionale che non trovano più un equilibrio in cui convivere. Il rapporto tra razionale ed emozionale nel controllo della mente varia lungo un gradiente continuo; quanto più intenso è il sentimento, tanto più dominante è la mente emozionale e più inefficace è quella razionale. Questo meccanismo è atavico ed affonda le proprie radici in un periodo in cui l'uomo trovandosi di fronte al pericolo non poteva indugiare sul pensare ma aveva la necessità di passare immediatamente ed intuitivamente all'azione per mettersi in salvo. Di solito c'è un equilibrio tra mente razionale ed emozionale: l'emozione alimenta ed informa le operazioni della mente razionale, mentre questa rifinisce e a volte oppone il veto agli input delle emozioni. Tuttavia, la mente razionale ed emozionale sono semindipendenti: ciascuna, infatti, riflette il funzionamento di circuiti cerebrali distinti sebbene interconnessi. Quando uno dei due aspetti mentali prevale sull'altro subentra l'ansia, che può manifestarsi in vari modi: attacchi di panico, disturbi ossessivi – compulsivi, fobia etc.
Sottoforum:
attacchi di panico
1 1 Conosciamo gli attacchi d...
12-05-2017, 07:39 PM
da mibglaps@gmail.com
Disturbi del tono dell'umore
I disturbi del tono dell'umore consistono in una disregolazione delle risposte e delle reazioni di fronte agli stimoli ambientali, che può manifestarsi con una perdita di interesse per se stessi e il mondo esterno nel caso della depressione e con un iperinvestimento di energia nel caso della mania. Infatti i disturbi del tono dell'umore si manifestano lungo una scala che va dalla depressione all'agitazione e alla maniacalità. Alla base c'è una perdita della capacità di controllare le proprie emozioni, infatti i sentimenti estremi (emozioni che diventano troppo intense o durano troppo a lungo) minano la propria stabilità, spazzando via tutti gli stati d'animo piacevoli. Spesso i disturbi dell'umore si accompagnano ai disturbi d'ansia e ai disturbi del sonno, determinando un forte stato di sofferenza. Non bisogna scambiare la variabilità del tono dell'umore per una patologia poiché il disturbo dell'umore è caratterizzato da un prolungamento abnorme nel tempo di uno stesso stato emozionale, mentre la variabilità è una caratteristica intrinseca alla normalità quotidiana.
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Mai
Problematiche della terza età
Cosa si intende oggi per terza età? Oggi il ciclo della vita è cambiato, trasformando sia i percorsi che gli stadi evolutivi e ciò ha comportato una variazione nella definizione del concetto di terza età. Infatti, il nostro momento storico - sociale è caratterizzato dall'introduzione di un nuovo stadio del ciclo di vita familiare in cui si evidenzia la presenza di giovani adulti disoccupati e non all'interno di famiglie in cui i genitori sono adulti maturi, non ancora anziani per ruolo sociale e possibilmente sono ancora attivi nel mondo del lavoro. Tali adulti, che superano i 60 anni, per età cronologica e biologica, nelle donne e 65 negli uomini, prima erano ritenuti facenti parte della “terza età”, invece oggi, poiché l'età della vita si è prolungata, questa valutazione è soggettiva in quanto la definizione di anziano è legata ad un concetto di salute, benessere e conservazione delle autonomie personali e non soltanto ad un concetto di invecchiamento cronologico ma e soprattutto biologico.
Sottoforum:
LA RESA DELL'ANZIANO,
LA RESA DELL'ANZIANO
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Mai
Depressione post-partum
La depressione post-partum è una condizione specifica per la donna che dopo aver partorito cade in uno stato di abulia e disinteresse sia verso il neonato che ha dato alla luce sia verso la vita che la circonda. Questa condizione si accompagna a vissuti di inadeguatezza verso il nuovo ruolo genitoriale ed alla sensazione di non riuscire a gestire la responsabilità di una nuova vita determinata dal ribaltamento e conseguente cambiamento dell'assetto familiare. Questa condizione può avere cause personali legate al proprio vissuto, all'esperienza della gravidanza e del parto, ai condizionamenti sociali e culturali. Le conseguenze di questo disturbo hanno un forte impatto non solo sulla donna ma anche sul nuovo nato, che subirà le conseguenze di un rapporto disfunzionale con la madre, spesso caratterizzato dall'ansia e dall'insicurezza.
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Mai
Disturbi psicosomatici
I disturbi psicosomatici sono espressione di disturbi profondi legati alla sfera emotiva -affettiva per cui il corpo diventa un mezzo attraverso cui esprimere un disagio, spesso assumono carattere di cronicità o di ricomparsa “casuale”. I disturbi psicosomatici sono il tentativo estremo di una persona di dare voce alle emozioni bloccate che non vengono neanche riconosciute e denominate. Non tutte le persone a cui viene chiesto che cosa provano dal punto di vista emotivo, infatti, riescono a rispondere, è come se soffrissero di una incapacità verbale espressiva selettiva, se poi si vengono a creare degli ingorghi emotivi la somatizzazione diventa il canale privilegiato di espressione. Il sintomo è fornito dalla mente inconscia per evitare il dolore, la paura ed il senso di colpa. Nei primi stadi il sintomo ha una funzione di compensazione della capacità di affrontare le cose in modo diverso. In seguito si sviluppa un'abitudine che incorpora il sintomo, e, anche quando la “zona pericolo” è passata da anni, la forza dell'abitudine perpetua il sintomo. Chi somatizza ha già compiuto una scelta inconsapevole e utilizza la malattia come codice espressivo.
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Mai
Disturbi del comportamento alimentare
I disturbi del comportamento alimentare (DCA) comprendono principalmente anoressia, bulimia e obesità, che compromettono le funzioni vitali di un organismo attraverso digiuni o abbuffate e vomito, provocando forti scompensi. Chi soffre di anoressia ha un'immagine corporea alterata che non corrisponde a quella reale (dismorfobia) che non fa riconoscere se stessi allo specchio per ciò che si è ma per come si viene vissuti. Ad esempio, i soggetti anoressici si vedono “grassi” anche quando pesano 35 Kg, perché vivono in una condizione di desiderio di essere il meno “ingombranti” possibili. Costoro vogliono avvicinarsi ad una perfezione formale che li renda più accettabili agli occhi di un contesto socio culturale in cui l'equivalenza, magrezza uguale bellezza, è un imperativo categorico. Chi soffre di bulimia ha la necessità di abbuffate compulsive che sono seguite da vomito indotto, per cui i soggetti sono normopeso ma hanno una ideazione ossessiva nei confronti del cibo che ne compromette la corretta assunzione. L'aspetto clinico correlato più pericoloso è lo squilibrio elettrolitico che può portare anche alla morte per collasso. Chi soffre di obesità ha la necessità di ingerire grandi quantità di cibo ipercalorico che provoca un abnorme aumento della massa grassa con cui un individuo tende a creare stratificazioni attorno al proprio corpo nel tentativo estremo di creare una barriera protettiva nei confronti del mondo esterno. Oggi si parla anche di ortoressia, cioè “l'ossessione” del mangiare sano. Questa nuova forma ossessiva sta raggiungendo una diffusione tale che rischia di diventare “l'ultima arrivata” tra le molteplici declinazioni dei DCA. È difficile non correlare l'apparire di questa nuova ossessione ai recenti allarmi alimentari e alla diffusione delle informazioni scientifiche sui cibi e sulla nutrizione (come testimoniato dall'obbligo di etichette sempre più dettagliate e complesse per i cibi confezionati).
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Mai
Dipendenze
Tutto ciò di cui non si riesce a fare a meno può costituire un nucleo patologico per una dipendenza patologica: quando un soggetto perde il controllo dei propri comportamenti consentendo a sostanze (droghe, alcool), abitudini ( gioco d'azzardo, sesso compulsivo) di prendere il sopravvento sulla propria volontà. I “dipendenti” patologici non sono mai presenti a se stessi nel momento in cui sono sotto l'effetto degli agenti che esercitano la dipendenza. Sono costantemente persi nel desiderio di essere in un “altrove” spazio temporale sia nel passato che nel futuro. Questa condizione è una forza molto potente che perpetua lo schema circolare, come quello di un criceto che gira sulla ruota, tipico di chi è oppresso da immobilismo.
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Mai
Soggetti diversamente abili
Le persone diversamente abili sono considerate dal punto di vista delle risorse e delle abilità, in maniera da poter attingere alle competenze residue potenziandole e restituendo loro la dignità di esseri umani capaci di fronteggiare il più possibile la loro vita quotidiana con tutte le difficoltà presenti. Questa connotazione positiva e costruttiva è il risultato di dure battaglie fatte sia dai soggetti direttamente interessati che dai familiari e da tutti coloro che hanno mostrato sensibilità umana e sociale verso il tema della disabilità. Per noi il lavoro con i soggetti diversamente abili diventa ricerca e valorizzazione delle parti sane e delle potenzialità.
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Mai
Disturbi dell'attaccamento nei Bambini e negli Adolescenti
I disturbi dell'attaccamento possono avere una grande variabilità sintomatologica (enuresi, encopresi, iperattività, comportamenti sociali disfunzionali, angoscia da separazione, balbuzie, pavor nocturnus, difficoltà scolastiche, ritiro ed isolamento sociale, conflitti e disagi adolescenziali). Normalmente il minore ha un buon equilibrio psicofisico quando viene esposto ad un modello di attaccamento sicuro in cui vigono il senso di responsabilità, la comprensione, l'empatia e la risposta efficace ai bisogni manifestati dallo stesso da parte delle figure genitoriali. Quando c'è un'alterazione del rapporto madre-bambino con una compartecipazione della figura paterna e di tutto il care giver familiare, si manifestano i disturbi dell'attaccamento.
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Mai